Injection Technique
Una tecnica additiva: il composito fluido viene iniettato in una mascherina trasparente costruita sul progetto del tuo sorriso. Si aggiunge dove serve, spesso senza limare il dente.
Segnaposto: da sostituire con fotografia reale dello studio.
Aggiungere invece di togliere
L'Injection Technique — in italiano, restauro in composito iniettato — parte da un principio opposto a quello delle faccette. Invece di preparare il dente per fare spazio a un manufatto, si costruisce il volume mancante direttamente sul dente, aggiungendo materiale dove la forma è incompleta o consumata.
Il procedimento è questo: sul progetto digitale del sorriso viene realizzata una mascherina in silicone trasparente, che riproduce la forma finale desiderata. La mascherina viene posizionata in bocca e il composito fluido iniettato attraverso appositi fori, poi fatto indurire con la luce attraverso il silicone stesso. Il risultato riproduce fedelmente la forma progettata, perché è quella forma a fare da stampo.
È una tecnica riproducibile: la stessa mascherina può essere riutilizzata se in futuro servisse un ritocco o una riparazione.
Come si svolge
Analisi del sorriso
Valutazione della forma dei denti in rapporto al viso, alle labbra e alla linea gengivale, con documentazione fotografica.
Scansione digitale
Rilevazione con scanner intraorale iTero Lumina: nessuna pasta da impronta e un modello tridimensionale accurato su cui progettare.
Ceratura digitale
La forma finale viene disegnata al computer sul tuo modello. È il momento in cui si decidono proporzioni, lunghezze e volumi, e in cui le modifiche non costano nulla.
Condivisione del progetto
Guardiamo insieme la forma progettata prima di procedere. Se qualcosa non ti convince, si cambia adesso.
Mascherina su misura
Il laboratorio realizza la mascherina in silicone trasparente a partire dal progetto approvato.
Iniezione del composito
Isolamento del campo, preparazione adesiva della superficie e iniezione del composito fluido attraverso la mascherina, con indurimento tramite luce.
Rifinitura e lucidatura
Si definiscono i margini, la texture superficiale e la lucentezza: è la fase che rende il restauro indistinguibile dal dente.
Controllo
Verifica dell'occlusione e dell'adattamento, con richiami programmati.
Il vantaggio è quello che non facciamo
In molti casi questa tecnica non richiede di limare il dente, o ne richiede una preparazione minima. È un punto che vale la pena capire fino in fondo: il tessuto dentale non si rigenera, e ogni millimetro conservato oggi è una possibilità in più domani.
Questo la rende anche una scelta a basso impegno. Un restauro additivo può essere modificato, riparato o rimosso lasciando il dente sostanzialmente come era. Chi è indeciso se intervenire sull'estetica del proprio sorriso trova qui una strada che non chiude altre porte.
Il dente che non tocchiamo resta una possibilità aperta.
La forma si decide prima, al computer
Tutto parte dalla scansione con iTero Lumina, su cui viene costruita la ceratura digitale: la forma finale dei denti disegnata in tre dimensioni prima di qualsiasi intervento. Da quel progetto il laboratorio ricava la mascherina che farà da stampo. Significa che il risultato non viene modellato a mano libera in bocca, ma riproduce una forma studiata, discussa con te e approvata in anticipo.
Additiva
Si aggiunge materiale dove manca, spesso senza limare il dente.
Progettata prima
La forma finale viene disegnata e condivisa prima di intervenire.
Riproducibile
La mascherina resta disponibile per eventuali ritocchi futuri.
Reversibile nei limiti del caso
Un restauro additivo lascia più opzioni aperte rispetto a una preparazione.
Quello che ci chiedono più spesso.
Che differenza c'è con le faccette?
Le faccette sono manufatti in ceramica applicati sul dente, che in genere richiedono una preparazione della superficie. Qui invece si aggiunge composito sul dente, spesso senza prepararlo. La ceramica offre prestazioni superiori su colore e stabilità nel tempo; il composito iniettato è meno invasivo e più facilmente modificabile. Sono strade diverse, non una migliore dell'altra: la scelta dipende dal tuo caso.
Quanto dura un restauro in composito?
Il composito è un materiale che si comporta bene, ma è meno resistente alla pigmentazione e all'usura rispetto alla ceramica. Non forniamo durate garantite: dipendono dall'occlusione, dalle abitudini, dall'igiene domiciliare e dai controlli periodici. La buona notizia è che un restauro di questo tipo si ripara e si rifinisce con facilità.
Fa male?
Nella maggior parte dei casi non serve anestesia, proprio perché il dente non viene preparato. Se il caso richiede una preparazione minima, se ne parla prima.
Quante sedute servono?
Il percorso prevede almeno un appuntamento per scansione e progettazione e uno per l'applicazione, con i tempi di laboratorio in mezzo. Il numero esatto dipende da quanti denti sono coinvolti: te lo indichiamo dopo la valutazione.
Si può fare dopo un trattamento ortodontico?
È una delle indicazioni più frequenti. Terminato l'allineamento, capita che la forma di alcuni denti resti irregolare o che rimangano piccoli spazi: il composito iniettato chiude quel divario e completa il risultato.
Il composito si macchia?
Può pigmentarsi nel tempo, soprattutto in presenza di fumo, caffè, tè o vino rosso. La lucidatura professionale periodica recupera buona parte della lucentezza originale.
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In visita valutiamo se il tuo caso si presta a un intervento additivo e ti mostriamo la differenza rispetto alle altre soluzioni.
Oppure chiamaci allo 02 4880670 · Lun–Ven 9:00–12:30 / 14:00–19:00
