Odontoiatria pediatrica
Il primo appuntamento dal dentista decide molto: un bambino che entra senza paura sarà un adulto che non rimanda le cure. I percorsi pediatrici sono seguiti dalla Dott.ssa Laura Bencivenga.
Segnaposto: da sostituire con fotografia reale dello studio.
La prima visita non serve a curare
Serve a conoscersi. Nel primo appuntamento il bambino guarda gli strumenti, si siede sulla poltrona, capisce che non succede nulla di spiacevole. Se c'è qualcosa da fare, quasi sempre può aspettare la volta successiva.
È un investimento che si vede negli anni. Gran parte dell'ansia odontoiatrica degli adulti nasce da un'esperienza infantile andata male, spesso una prima visita avvenuta in emergenza, con dolore già presente. Arrivare prima, quando non c'è niente da curare, cambia completamente il rapporto.
I denti da latte, poi, non sono denti provvisori da trascurare. Guidano la crescita delle ossa mascellari e riservano lo spazio ai denti definitivi: perderne uno troppo presto può creare problemi che si vedranno dieci anni dopo.
Come si svolge una prima visita
Si comincia parlando
Prima ancora della poltrona: chi è, cosa gli piace, se è già stato da un dentista. Ai genitori chiediamo se ci sono state esperienze difficili.
Il giro dello studio
Il bambino vede gli strumenti, li tocca se vuole, prova la poltrona che si muove. Nulla di quello che vedrà dopo sarà una sorpresa.
La visita vera e propria
Esame di denti e gengive con parole comprensibili, spiegando cosa stiamo facendo mentre lo facciamo.
Le indicazioni ai genitori
Cosa abbiamo visto, cosa va sorvegliato, come lavarsi i denti a casa e con quale frequenza tornare.
Se serve una cura
Si programma per un appuntamento successivo, con il bambino che ormai conosce il posto. Salvo urgenze, non si cura alla prima visita.
Ai bambini si dice la verità
Non promettiamo che non sentirà nulla se non è vero, e non usiamo la parola "male" per rassicurare. I bambini si accorgono quando un adulto sta minimizzando, e da quel momento smettono di fidarsi. Spieghiamo cosa succederà con parole semplici e manteniamo quello che diciamo.
Chiediamo anche ai genitori di non anticipare rassicurazioni: frasi come "non ti farà male" introducono l'idea che il male sia possibile. Funziona molto meglio raccontarlo come una cosa normale, perché lo è.
Un bambino che non ha paura del dentista diventa un adulto che non rimanda.
Meno passaggi scomodi
La scansione digitale con iTero Lumina evita le impronte tradizionali, che per un bambino sono spesso il momento peggiore della seduta. La diagnostica digitale permette inoltre di mostrare le immagini sullo schermo: molti bambini si tranquillizzano quando capiscono cosa stiamo guardando.
Titolo di studio, specializzazione e iscrizione all'Albo della Dott.ssa Laura Bencivenga: [DA CONFERMARE].
Prima visita senza cure
Il primo incontro serve a conoscersi, non a intervenire.
Prevenzione mirata
Sigillature e igiene riducono la probabilità di dover curare.
Continuità
Lo stesso ambiente e le stesse persone a ogni controllo.
Sguardo sulla crescita
Lo sviluppo delle arcate viene osservato nel tempo, non solo i denti.
Quello che ci chiedono più spesso.
A che età la prima visita?
Una prima visita di conoscenza è utile già intorno ai tre anni, quando la dentatura da latte è completa. Se noti macchie scure, dolore o un trauma, non aspettare quell'età.
I denti da latte vanno curati?
Sì. Guidano la crescita delle ossa e riservano lo spazio ai denti definitivi. Una carie non trattata può fare male, compromettere il dente permanente sottostante e alterare gli spazi.
Cosa sono le sigillature?
Una resina fluida applicata nei solchi dei molari permanenti appena erotti, che li rende più lisci e più facili da pulire. È indolore, non richiede di toccare il dente ed è una delle misure preventive con il miglior rapporto tra semplicità e beneficio.
Mio figlio ha paura. Cosa posso fare?
Dircelo prima, e non anticipare rassicurazioni sul dolore. Il primo appuntamento lo dedichiamo a prendere confidenza, senza cure. Se serve più di una visita per arrivarci, si fa.
Posso restare con lui durante la visita?
Sì. Con alcuni bambini la presenza del genitore aiuta, con altri rende più difficile la relazione diretta: se lo notiamo lo diciamo. Modalità di accompagnamento in studio: [DA CONFERMARE].
Ogni quanto tornare?
In genere ogni sei mesi, ma l'intervallo si calibra sul singolo bambino: predisposizione alla carie, igiene domiciliare, alimentazione e fase di crescita.
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Il momento migliore per portarlo è quando non c'è niente da curare.
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